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Il Diritto urbanistico: la disciplina che regola lo sviluppo delle città

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Sin dagli albori della nostra civiltà, gli uomini hanno sempre cercato aggregarsi in comunità, formando così i primi villaggi. Certo, si trattava di piccoli villaggi fatti per lo più da tende o capanne ma man mano che l’uomo evolveva, questi agglomerati crescevano sempre di più, con strutture più grandi e robuste.

 

Ciò che mancava era però un progetto, fatto che emerge dai tanti ritrovamenti archeologici che mostrano la struttura poco organizzata dei primi agglomerati urbani.

 

Con l’avvento delle grandi civiltà, il tessuto urbanistico ha preso connotazioni diverse, con città sempre più organizzate secondo progetti che prevedevano anche la realizzazione di luoghi che potessero giovare alla comunità intera.

 

Oggi, ad occuparsi proprio della redistribuzione degli spazi urbani è una disciplina, il diritto urbanistico, ramo del diritto amministrativo. Tutti i comuni devono attenersi alle direttive generali contenute nel Diritto urbanistico e secondo queste regolamentare il proprio territorio.

 

L'urbanistica è una disciplina piuttosto giovane dato che è solo a partire dal XIX secolo che diventata una disciplina autonoma ma, come già detto, anche nelle antiche civiltà vi erano dei progetti secondo cui costruire o ampliare le città e di questo troviamo testimonianza già nell'antica Grecia; nelle antiche polis possono riscontrarsi delle importanti esperienze di pianificazione urbana. Uno degli esempi più eclatanti è, ad esempio, il sistema stradale ortogonale ideato dall'architetto Ippodamo di Mileto, utilizzato anche dai Romani, che costruivano le loro città intorno a due assi: il cardo e il decumano.

 

Chiaramente col passare dei secoli la pianificazione urbanistica si è evoluta e ha sviluppato caratteristiche molto differenti di epoca in epoca.

 

In Italia, il primo piano regolatore ufficiale fu quello applicato a Milano nel 1884.

 

Gli obiettivi del diritto urbanistico

Come dicevamo, il Diritto Urbanistico nasce proprio dall’esigenza di regolare proprio la struttura e lo sviluppo delle città in modo da assicurare un uso razionale del territorio urbano ed extraurbano.

 

Questa regolamentazione avviene ovviamente tramite delle normative e vincoli a cui è necessario attenersi per poter edificare o per poter recuperare il patrimonio edilizio già esistente.   

 

Non esiste un unico piano urbanistico e questo perché ogni territorio ha esigenze e caratteristiche diverse; di conseguenza ogni comune è tenuto ad avere un proprio piano urbanistico che dia le direttive sui diversi aspetti come, ad esempio, i luoghi dove è possibile costruire, i tipi di costruzione che è possibile fare o, in caso di abitazioni già esistenti, come ristrutturare (in questo caso, ad esempio, bisogna fare attenzione agli edifici che hanno una certa rilevanza storico-artistica).

 

Ad ogni modo sono soprattutto gli edifici di nuova costruzione quelli più soggetti a vincoli e questo proprio perché la concezione di città e degli spazi comuni è molto cambiata nel corso degli anni e se prima era possibile edificare senza tener conto degli spazi, oggi si fa il possibile per avere città sempre più vivibili.

 

E lo scopo del Diritto urbanistico ha quindi come obiettivo principale un interesse collettivo, ovvero, quello di rendere le città sempre più vivibili e per far ciò è necessario che il territorio a disposizione di ogni comune sia utilizzato in modo assolutamente razionale.

 

La particolare situazione dell’Italia

Il nostro Paese, forse più degli altri, ha la necessità di attenersi rigorosamente alle direttive fornite dal diritto urbanistico. Come è ben noto, l’intero territorio italiano ha diverse problematiche, prima tra tutte il fatto che moltissime zone sono soggette a dissesto idrogeologico. Ogni anno assistiamo a qualche disastro scaturito da esondazioni e frane causate dal maltempo.

 

Per non parlare poi del fatto che quasi tutto il territorio italiano è a rischio sismico, con alcune regioni particolarmente soggette a tali fenomeni.

 

I piani urbanistici

Ogni pianificazione urbanistica viene progettata seguendo le caratteristiche e le esigenze del territorio.

 

Il piano urbanistico del Piemonte, regione a bassissimo rischio sismico e, ad esempio, molto diverso rispetto a quello della Sicilia, una delle regioni più soggette a terremoti.

 

Le direttive che vengono indicate in un piano urbanistico vengono dettate a livello regionale e provinciale.

 

I comuni hanno invece il compito di pianificare l’attuazione del piano urbanistico; è proprio il comune che dà esecuzione alle direttive generali attraverso i piani regolatori generali comunali e i programmi di fabbricazione.

 

La lotta all’abusivismo

Tra i punti fermi di ogni piano urbanistico e, più in generale del diritto urbanistico ed edilizio, vi è la lotta all’abusivismo.

 

L’abusivismo è una piaga che affligge l’intero territorio italiano anche se è al sud che questa problematica ha creato non pochi problemi. L’edificazione indiscriminata e senza un piano regolatore ha portato a numerosi risvolti negativi: dalla deturpazione di luoghi di interesse collettivo, come riserve naturalistiche, a vere e proprie tragedie. Non sono state poche le frane che hanno travolto interi quartieri nati abusivamente. 

 

Gli strumenti per contrastare l’abusivismo e che aiutano a tenere sotto controllo l’espansione dei centri urbani sono diversi. Sono però tre quelli più importanti:

  •         il permesso di costruire
  •         la SCIA 
  •         l'agibilità

 

I bonus statali

Negli ultimi tempi lo Stato si è particolarmente speso sotto questo aspetto, fornendo tantissimi incentivi per recuperare il patrimonio edilizio già esistente.
Un esempio sono il bonus facciate o il tanto discusso Bonus 110%.
Questi bonus hanno infatti permesso a moltissimi di ristrutturare le proprie abitazioni, rendendole energeticamente adeguate alle nuove direttive europee, ma anche di acquistare abitazioni datate e di ristrutturarle con un notevole contributo economico, cosa che ha favorito tantissimi giovani. 

 

Edilizia popolare

Uno degli aspetti più importanti del diritto urbanistico è sicuramente l’edilizia popolare.

 

Proprio l’edilizia popolare è uno dei modi in cui lo Stato interviene per offrire un sostegno ai cittadini meno abbienti mettendo a disposizione di questi delle abitazioni che possono essere affittate a costi molto vantaggiosi. L’edilizia popolare può concretizzarsi in due modi: tramite la realizzazione di nuove strutture; tramite il recupero di strutture già esistenti.

 

Vi sono diversi tipi di edilizia popolare:

  • edilizia agevolata: si tratta di immobili realizzati da privati ma con un contributo pubblico e con interventi creditizi vantaggiosi;
  •  edilizia convenzionata: in questo caso la pubblica amministrazione stipula un contratto con ditte che si occupano della costruzione secondo precisi obblighi e doveri;
  • edilizia sovvenzionata: in questo caso gli immobili vengono realizzati direttamente dagli enti pubblici preposti al settore edilizio, immobili che poi verranno destinati ai cittadini in difficoltà economica.

L’importanza del Diritto urbanistico

Quando si ha l’intenzione di costruire di sana pianta la propria abitazione ci si scontra contro un muro di burocrazia. Se, da un lato, è assolutamente vero che in Italia forse di burocrazia ve ne è un po’ troppa, è anche vero che quando si parla di una cosa così importante come la costruzione di un nuovo edificio è necessario che vengano rispettate e attuate tutte le normative presenti nel diritto urbanistico. Questo permette di costruire abitazioni sicure e di far sì che le città prendano una connotazione sempre più a misura d’uomo, con spazi utili alla comunità, che siano inclusivi, privi di barriere architettoniche e che possano favorire lo sviluppo e la crescita della città stessa.

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